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Tifosi, legittimo lo scetticismo. Amodio, però, è la scelta giusta: un ds di spessore per un progetto vincente

di Luca Esposito

Siamo tutti d’accordo nell’affermare che la stagione della Nocerina sia stata sin qui particolarmente negativa. Un rendimento casalingo altalenante, punti persi per strada a cospetto di avversari ampiamente alla portata, due allenatori esonerati e Galderisi che già deve guadagnarsi la riconferma nelle prossime gare, ora l’addio di Cocchino D’Eboli che è stato contestato dalla piazza ma che sperava di poter aprire un ciclo vincente in un ambiente che da troppo tempo sogna il ritorno tra i professionisti dopo i noti fatti di Salerno. Quando si  cade, però, si deve avere la forza di rialzarsi e di trasformare le difficoltà in opportunità. Proprio per questo riteniamo che aver scelto Antonio Amodio come direttore sportivo sia un segnale inequivocabile nei confronti della tifoseria in nome di un progetto che non si può certo fermare a causa della pur corposa distanza dalla capolista Scafatese. A Nocera, senza nulla togliere a nessuno, c’era davvero bisogno di un professionista giovane, ma con le spalle larghe e che in carriera ha già ampiamente dimostrato le proprie potenzialità ben disimpegnandosi in serie C con Giugliano e Crotone. Club nei quali, puntando su un allenatore giovane e con idee come Longo, ha gettato basi importanti ottimizzando il budget a disposizione e mostrando la capacità di tenere i conti a posto scovando talenti dal costo accessibile. Insomma proprio quello di cui aveva bisogno. A lui il compito, eventualmente, di rinforzare l’organico, ma soprattutto di responsabilizzare i calciatori. Il gruppo ha necessità di trovare le motivazioni necessarie per affrontare la seconda parte di stagione al massimo, senza cali di concentrazione e senza pensare già alla prossima annata. In fondo battere la Scafatese tra le mura amiche consentirebbe di ritrovare un minimo di autostima in più e di mettere fiato sul collo di quella che, da subito, è sembrata la più attrezzata per il salto diretto di categoria. Amodio è una garanzia, l’uomo giusto al momento giusto. La speranza è che Galderisi, che negli ultimi anni non è mai riuscito a imporsi su nessuna panchina pur essendo nel mondo del calcio da una vita, possa trovare la quadratura del cerchio schierando una squadra prima agguerrita e poi tatticamente organizzata. E poi bisognerà ritrovare l’apporto del pubblico, di quel dodicesimo uomo che si sta un pochino allontanando perché teme un’altra annata anonima. Ma un vecchio adagio dice che “è finita si dice alla fine” e dunque si remi tutti nella stessa direzione aiutando il neo ds a calarsi nella realtà e a lavorare sin da oggi per una grande Nocerina. Se non quest’anno per il prossimo campionato. Buon lavoro ad Amodio e forza molossi sempre!


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